Il gioco d’azzardo risolleva le pensioni minime

Eh già… da un lato “dannato”, dall’altro “fonte alla quale abbeverarsi”: questo è il mondo del gioco d’azzardo e senza mezze misure alle quali ci ha abituato, il M5S ha proposto in Aula alla Camera un emendamento al decreto disposizioni in materia di trattamento pensionistico in cui si chiede di finanziare la nascita di un fondo per l’adeguamento delle pensioni minime attraverso il gioco. Quindi ci si lasci dire… il gioco deve esistere, e lo Stato non lo tutela ancora né tanto meno lo fa progredire, crescere ed “installare” nel sociale, ma “deve contribuire” all’istituzione di questo fondo per le pensioni minime! I deputati di M5S sottopongono che entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, il Ministero dell’Economia e Finanza-Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato sia autorizzato ad emanare disposizioni per introdurre nuove modalità dei giochi già esistenti sul mercato, compresi il Lotto ed i giochi numerici a totalizzazione nazionale, modificare la misura del prelievo erariale attualmente in essere ed eventuali addizionali, nonché aumentare la percentuale del compenso per le attività di gestione o di punti vendita al fine di poter conseguire per il prossimo anno 2014 un maggior gettito, e così ad amentare negli anni sino al 2016. Che dire? Ma questa “fonte” del gioco d’azzardo sarà mai inesauribile? Forse prima di continuare ad “abbeverarsi” bisognerebbe dare qualcosa in cambio in modo che il comparto intero non sia già “esaurito” quando verranno magari autorizzati questi “stupendi ed inaspettati” prelievi?